Ott 25 2007
Ott 08 2007
Podcast day
Ovviamente anche noi sosteniamo il podcast day.
Come podcaster più che indipendenti… non potremmo fare proprio diversamente!!
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Set 03 2007
Brava, Ilaria!
Non c’entra molto con gli argomenti del blog… ma voglio scriverne ugualmente.
Una mia ex studentessa, Ilaria Rossetti, 20 anni, ha vinto il premio Campiello Giovani 2007
"Col racconto La leggerezza del rumore ha vinto il Campiello Giovani una ragazza lombarda, di Lodi, Ilaria Rossetti. La giovane vincitrice ha scritto, lungo l'intrecciarsi di due piani temporali, il rapporto tra un bambino e la madre soffocati dal dolore per la perdita in un incidente del fratello-figlio maggiore.
Il premio le è stato consegnato dal presidente della Fondazione Campiello Andrea Riello e dal presidente dell' apposita giuria, Lorenzo Mondo, che ha fatto notare come quattro dei cinque finalisti fossero risultate donne, "come a segnalare una ripresa di una occupazione di spazio degli ultimi anni, dopo ere di esclusione o emarginazione".
Gli altri quattro finalisti erano Angela Bubba, calabrese di Mesoraca, con Quarto di luna; Fabrizia Conti, molisana di Campobasso, con Irata; Rosa Fasan, friulana di Staranzano, con Sonata per mandolino solo; e Marco Medugno, veneto di Padova, con Quel che resta di me.
Un segnalazione particolare è andata ad uno dei partecipanti esteri di lingua italiana, lo svizzero Francesco Sergi con L'odore dei fiori recisi. Il Campiello Giovani è infatti dedicato a studenti tra i 15 e i 22 anni, italiani, compresi i residenti all'estero."
Ne sono (forse stupidamente) orgogliosa, perchè ho visto il talento, la stoffa, la autentica passione per la scrittura in una ragazzina di 15 anni...
Non credo di aver fatto nulla per lei… tranne , lo confesso, leggere a tutte le persone che mi sono vicine i suoi temi,sempre emozionanti. E spingerla a provare tutte le tecniche di scrittura per trovare la sua strada..
Brava, Ilaria! Segui la tua passione, perchè riuscire ad esprimere pienamente se stessi -in ogni campo- è uno degli aspetti, e delle gioie , più grandi dell’esistenza.
Ago 02 2007
Due per chi?
Il video non è nuovo (febbraio-marzo 2007) ma è molto efficace ed originale.
D’altra parte che vi dovete aspettare da una bradipo-blogger?
E’ che in questi gioni sto riflettendo, anche a scopo professionale, sul web 2.0…
Sul web 2.0 si dice molto, a partire dalla definizione data da Tim O’ Reilly, utilissima da leggere ed esistente anche in traduzione italiana
Rivoluzione?
Evoluzione?
Tecnologia o cultura?Un modo di fare o di essere?
Certo è che sono strumenti per condividere, comunicare,connettersi.
Non sono nati per la didattica, ma possono essere usati anche per insegnare. Non che la cosa sia così semplice ed immediata: credo sia necessaria una buona dose di esperienza sia nell’insegnare sia nel caro, vecchio web 1 nonchè nell’elearning per trovare idee e soluzioni efficaci. Ma penso ci si debba provare. L’autore del video, Michael Wesch, dice una cosa molto interessante: che gli strumenti del web 2.0 sono più flessibili, e il bello è riflettere e provare ad utilizzarli per scopi diversi da quelli per cui sono nati.
E’, come dire, un’altra conferma della backdoor theory.Strumenti che la nuova generazione usa, o sta incominciando ad usare (in Italia), e che possono diventare veicolo di conoscenza e apprendimento significativo. Passando, per l’appunto, dalla porta di servizio…
Lug 15 2007
La quinta lettera dell’alfabeto
“e” semitica
“e” etrusca
e” latina
Un recentissimo articolo di Donald H Taylor propone di lasciar perdere la “e†di e-learning .
Se la “e†è stata utile, ed utilizzata da tutti, è però ora di concentrarsi sul “learningâ€e basta. La tecnologia ha vinto, l’e-learning ha vinto. E’ ormai un fatto che la tecnologia sia inserita in ogni moderno approccio all’apprendimento. Ma quel che fanno le persone è semplicemente imparare , “learningâ€.
Mentre l’e-learning è diventato troppo spesso un sistema per vendere software…
E si spinge ad un paradosso : Gutemberg parlava forse di b-learning (dove b sta per “bookâ€) ? o se impariamo da qualcuno che parla facciamo v(oice)-learning?
Per non parlare del figlio spurio dell’e-learning, l’e-learning 2.0, per il quale valgono,secondo Taylor, le stesse osservazioni.
Mi ha anche colpito il riferimento a coloro che nutrono resistenze nei confronti della tecnologia - e tra gli insegnanti italiani temo ce ne siano molti..- Nell’apprendimento le emozioni possono essere catalizzatori o inibitoriâ€,e se non vi piace la tecnologia, sicuramente sarete inibiti da quella “eâ€.
Questioni di terminologia. Forse.
D’altra parte la tecnologia resta sempre un mezzo, e un mezzo di secondo livello. Al primo livello c’è la didattica, , il learning e il teaching, e le persone sono il fine.
Nell’insegnamento oggi, specie se “technology enhanced” sono sempre più convinta che ciò che conta di più sono le competenze, sulle cose e sul modo di insegnarle, e soprattutto la creatività , per costruire proposte valide.
E’ ancora utile oggi fabbricare impeccabili learning object, perfettamente impacchettati come una mummia,o corsi rigidamente strutturati? Io ,come adulta, non li studierei, più, a meno che non fossi obbligata, come obbedientemente facevo al liceo con i libri e quant’altro .Ma i miei studenti sembrano aver già perso questo sacro senso del dovere…
Questo , però , è il pensiero di chi, lavorando con più piattaforme e software , sperimentando diversi modi di fare e-learning nelle proprie discipline e formando colleghi o futuri tali, sta arrivando a un concetto più “anarchico” e meno strutturato di apprendimento. Un percorso di errori e riflessioni,videolezioni e costruttivismo, e ,lo confesso, anche divertente.
Ma gran parte degli insegnanti italiani ancora entra in classe , si siede alla cattedra , apre il libro, o si bea al suono della propria voce. Vuole fare aggiornamento sui contenuti e inorridisce al pensero di affrontare temi come gli stili cognitivi o il costruttivismo .Non parliamo di tecnologie..
Forse quella “e” a noi serve ancora?

Giu 25 2007
Dal LATINO AL DATABASE.
Milano 8.30 (GMT+1), Liceo Berchet . Lezione di storia antica : la prof, in piedi davanti alla cattedra, spiega le guerre persiane col tono deciso di chi conosce bene il proprio mestiere e la propria materia.. E’ un ginnasio, i collegamenti alla tragedia ed alla lingua greca si sprecano, non parliamo della filosofia, e poi… i riferimenti all’attualità sono ghiotti : le guerre persiane come anticipazione dello scontro tra occidente libero ed oriente fondamentalista…diamine, non può non interessare. La “prof.†è brava, la classe non è nemmeno di quelle malvagie, l’argomento super interessante, eppure…Quei due laggiù in fondo parlottano, un altro gioca col cellulare, e questi tre davanti li conosce bene : occhi sbarrati e cervello per farfalle…La prof. usa anche le nuove tecnologie: li ha portati in laboratorio per far loro capire che nella storia greca c’è il nostro presente, la nostra cultura, non solo il nostro passato : una presentazione multimediale su Maratona e sulle Termopili,  musiche coinvolgenti, persino una videolezione con slides sincrone da godersi tranquillamente a casa.. macchè, il sacro fuoco in loro non scatta… “Che c’è che non va?†, si chiede sconsolata la prof., “Eppure queste attività multimediali in certi licei se le sognano…â€
Dagli Atti del Convegno “Didamatica 2007″, Cesena, 10-12 maggio 2007
La motivazione degli studenti, dalla “babele dei saperi” alla necessità di formare “teste ben fatte ” piuttosto che “teste ben piene”: proposte e idee su come le Tecnologie possano contribuire all’adozione di pratiche didattiche costruttiviste e collaborative nelle discipline umanistiche. Il file integrale del contributo è scaricabile qui .Dal latino al Database
Giu 23 2007
Il Bet (Backdoor Entrance Theory)
Vi è mai capitato di dimenticare le chiavi di casa e di essere costretti ad entrare dalla porta posteriore?
Bene, questo accade all’incirca con la conoscenza dei concetti magari all’apparenza meno appetibili e più impegnativi.
Certo, una preparazione ed una competenza sistematiche vengono da uno studio consapevole e tenace.
Ma oggi le condizioni dell’apprendere sono cambiate.
Nei giovani manca la motivazione, bombardati come sono da migliaia di informazioni che provengono loro da svariate fonti, dalla tv ad internet, dalla pubblicità ai viaggi. E la scuola, con i programmi che si ritrova e soprattutto con il metodo praticato, frontale e trasmissivo, tutto basato sull’autorità di un docente che riversa meccanicamente un sapere già dato, non li aiuta certo nel recuperare la motivazione e l’interesse…
Agli adulti manca il tempo, le occasioni dell’apprendere sono limitate dalle faccende quotidiane, la giornata di un adulto è già strutturata….
Ecco allora il Bet. Che significa Backdoor Entrance Theory, cioè teoria dell’entrata dalla porta di servizio.
Come dire : perchè non intrufolarci nelle menti dei potenziali discenti (dal ragazzino alla persona matura) attraverso il gioco, la edu-fiction, solleticando e sollecitando l’interesse a partire da divertenti quadretti di vita quotidiana, dove personaggi probabili innescano riflessioni che portano al sapere…?
Gli episodi dei podcast che trovate sono duplicemente accessibili, come diceva Erodoto di certe signore che al Pireo offrivano la loro speciale consulenza ai marinai ateniesi.
Da una parte l’episodio ha una godibilità ed una autonomia immediata, lancia un’esca su un tema importante, lo inquadra ma naturalmente non lo tratta, non lo approfondisce.
Per uno studio sistematico bisogna essere interessati, è necessario scegliere di spendersi fino in fondo su quell’argomento.
Bene, se il primo incontro è riuscito in questo intento, allora l’ascoltatore potrà accedere al secondo livello, ai documenti , alle pagine web o ad altri episodi in podcast .
Due livelli, uno di innesco, godibile passivamente e tutto sommato (ci auguriamo) divertente. Un secondo, più impegnativo ed attivo, ma del tutto facoltativo, che chi vuole andare a fondo può scegliere di percorrere…
Questo il Bet, in pillole.
E allora? Buon divertimento o…buon lavoro?
mah, vedete un po’ voi…
Gli Autori
Technorati tags:[podcast], [apprendimento]
