Giu 30 2007

Le guerre persiane

Published by admin

 
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IL PRIMO SCONTRO TRA ORIENTE E OCCIDENTE: LE GUERRE PERSIANE 

Oggi viviamo in un mondo sempre più multietnico.
Per vivere in modo pacifico è giusto rispettare le altre culture, ma è anche fondamentale conoscere la nostra identità.
Noi siamo gli eredi di una storia di millenni, che ha avuto origine in Grecia e ha influenzato il nostro modo di essere, di governarci, e persino di pensare. Sì, anche il tuo!
Questo è ciò che si definisce civiltà occidentale.
Sai quando sono nati i concetti di Oriente e Occidente? Quando c’è stato il primo vero confronto tra questi due modi di intendere la vita?
Proprio in Grecia, più di duemila anni fa.
Non è stato un incontro, quello. Piuttosto, uno scontro, e dei più duri.
Uno scontro con un regime tirannico orientale, che voleva conquistare le terre dove il sole tramonta -l’occidente,insomma- : l’impero persiano.
Uno stato enorme, potente; un esercito sterminato contro un piccolo popolo.
Persiani contro Greci. Sudditi contro cittadini.I Greci, però, contro ogni previsione,hanno vinto quello scontro.
Una impresa incredibile, se ci pensi: un coraggio da leoni.
E vuoi sapere come l’ hanno vinto?
Con l’orgoglio, la determinazione,il fuoco di una idea grande: la libertà.
Hanno lottato, incuranti della morte, e hanno capito quant’era importante difendere il loro diritto ad essere autonomi, liberi, cittadini.
Il loro sacrificio ci ha regalato uno dei più grandi valori della civiltà occidentale: la democrazia.
Non credi sia il caso di conoscere meglio questa storia, e queste persone? Se sei libero, se vivi in un paese democratico, lo devi anche a loro…

 GRECI E PERSIANI

 Questa storia comincia nel 499 a.C.  Ma prima di iniziare, ti diremo in breve chi sono i due contendenti … i Greci e i Persiani .
Eccoli.
 La Grecia non era un solo stato, ma un insieme di città indipendenti (le poleis) che avevano forme diverse di governo. Atene era un caso unico: in un secolo, grazie alle riforme di Solone e di Clistene, aveva esteso anche ai cittadini meno abbienti la partecipazione alla vita politica e si stava avviando verso una forma di governo autenticamente democratica.La Persia, invece, era un grande impero, esteso dall’India fino al Mediterraneo. Re dei Persiani era Dario, della dinastia degli Achemenidi. Nel 500 a.C. le coste dell’Asia Minore e le isole dell’Egeo erano già sotto l’influenza persiana. I Persiani avevano collocato a capo delle città dei governatori (tiranni) a loro favorevoli, ed esigevano il pagamento di un tributo. Ma il controllo delle città greche della costa asiatica si poteva dire sicuro solo se venivano conquistate anche le poleis europee, che erano ancora indipendenti. Era inevitabile , dunque, che la espansione persiana si volgesse verso il Mediterraneo, e verso la Grecia.. LA RIVOLTA IONICA                                                 Nel 499 a.C. interviene un fatto che ha come protagonista un personaggio quantomeno singolare : Aristagora, tiranno di Mileto, città della costa dell’Asia Minore già  sotto l’influenza persiana.
Costui ebbe la brillante idea di conquistare l’isola di Nasso per rendersi importante agli occhi del re di Persia. Ma la spedizione fallì e il suo esercito subì forti perdite.
Sapendo che  ciò avrebbe provocato l’ira del Re,  egli creò ad arte una rivolta generale delle città della  Ionia contro i Persiani e si mise a capo dei rivoltosi.Aspettandosi poi una reazione dalla Persia, corse ai ripari. Si recò in Grecia a chiedere aiuto prima a Sparta, che rifiutò, poi ad Atene e ad altre città. Atene inviò venti navi in soccorso ai ribelli e cinque ne mandò Eretria. Nel 497 a.C. la situazione precipitò: i Persiani passarono al contrattacco. Del 494 a.C. lo scontro decisivo: Mileto, la città ribelle, fu presa e distrutta. La popolazione fu uccisa o resa schiava.
Secondo lo storico Erodoto questo fatto offrì a Dario, il Re dei Re (così era chiamato il re dei Persiani), il pretesto per attaccare la Grecia. La prima guerra persiana sarebbe, così, una spedizione punitiva nei confronti delle città che avevano aiutato i ribelli .Sembra paradossale, ma in un certo senso la rivolta ionica fu un bene per la libertà dei Greci, perché consentì alla madrepatria greca di prepararsi al peggio…

LA PRIMA GUERRA PERSIANA      Già nel 492 a.C. i Persiani avevano cercato di attaccare la Grecia. Ma la flotta fece naufragio presso il promontorio del Monte Athos. Dario, comunque, non rinunciò all’impresa, ricostruì la flotta e nell’estate del 490 la mandò all’attacco , al comando dei generali Artaferne e Dati. La prima guerra persiana coincide di fatto con la battaglia di Maratona, nella quale gli  opliti  Ateniesi, pur in fortissima inferiorità numerica e isolati rispetto alle altre poleis, riuscirono vincitori.Le cifre che Erodoto riporta sulle perdite degli eserciti sono probabilmente esagerate, e anche la vittoria non fu schiacciante come egli afferma. Infatti i Persiani superstiti ebbero il tempo di salire sulle navi e cercarono, anche se senza successo, di cogliere Atene impreparata.
Ma un piccolo popolo, con un piccolo esercito, aveva ricacciato indietro nientemeno che la grande armata persiana. E questo fu un risultato davvero eccezionale, che rese Atene orgogliosa di sé davanti alla Grecia intera. Senza l’eroismo e il valore ateniese tutta la Grecia sarebbe diventata un dominio della Persia 
 
                                          

 L’INTERVALLO TRA LE GUERRE                                                                    
 I Persiani, nonostante la sconfitta di Maratona, non persero le loro mire espansionistiche.
Il nuovo re di Persia, Serse, progettò una grandiosa spedizione.Dal 484 al 481 organizzò un esercito enorme formato da tutti i popoli a lui sottomessi ( pensa che lo storico Erodoto parla di due milioni di uomini) seguito, via mare , da una flotta di milleduecento navi; l’esercito più grande che il mondo avesse visto fino a quel momento.
 I preparativi compresero il taglio dell’istmo del monte Athos - ricordi? Quello dove era naufragata la flotta nel 492! - e un ponte di barche sul Bosforo per far passare le truppe via terra.
Erodoto ci descrive l’armata persiana come un fiume in piena, pronto a rovesciarsi sul piccolo stato greco..Prima di iniziare la spedizione, Serse mandò in Grecia ambasciatori a chiedere la sottomissione. Tutta la Grecia del Nord accettò, e anche la città di Delfi cercò in tutti i modi, con i suoi oracoli, di scoraggiare gli Ateniesi dalla lotta. Scontrarsi con forze così imponenti sarebbe stato un suicidio per la Grecia!Ad Atene, scomparso Milziade, il potere restò nelle mani di Temistocle.Egli aveva una idea fissa: quella di trasformare Atene in una grande potenza marittima. Questo per due motivi: anzitutto per resistere alla potenza persiana, ma anche per aprire nuove prospettive economiche e commerciali per la città.Nel 482 fu votata la legge navale, mentre le notizie sui preparativi persiani si facevano sempre più minacciose.Così le trentuno città-stato che intendevano resistere e riaffermare la propria libertà si riunirono, nell’autunno del 481 a.C., a Corinto.
Atene, Sparta, Platea erano tra loro.
 Ecco le decisioni che presero:
· mettere da parte tutte le lotte interne
· richiamare gli esuli
· inviare spie in Persia per conoscere i movimenti del nemico
· chiedere alle città neutrali (Argo, Siracusa, Creta) di prender posizione contro i Persiani.
Questa lega di poleis (detta lega di Corinto) si sentiva in diritto di rappresentare la Grecia, difendendo quei valori di libertà e autonomia di cui era diventata consapevole dopo la prima guerra persiana. 

 LA SECONDA GUERRA PERSIANA 

Siamo  giunti al momento cruciale:  l’estate del 480 a.C.
 I Greci decisero di collocare la difesa via terra al passo delle Termopili, e la flotta al Capo Artemisio. A difendere il passo delle Termopili, via obbligata per chi invadeva la Grecia dal Nord, c’erano i valorosi opliti spartani, con a capo il loro re Leonida. La flotta era guidata da Temistocle, Ateniese.
Le forze spartane erano del tutto insufficienti ad opporsi all’esercito di Serse. Ciononostante resistettero per giorni all’impatto col nemico prima di essere massacrati,  tutti.Ma il sacrificio di Leonida e dei trecento Spartiati non fu inutile: consentì alla flotta, che aveva subito un duro attacco a Capo Artemisio, di riprendersi e prepararsi al successivo scontro.La caduta delle Termopili fu un gravissimo colpo per il morale dei Greci: la Beozia si arrese, gli Spartani si ritirarono nel Peloponneso. I Persiani dilagarono nell’Attica e invasero Atene.Ma –incredibilmente-la trovarono vuota.
Temistocle, infatti, aveva evacuato tutti gli abitanti sull’isola di Salamina. Sacrificava  così la città per salvare i cittadini e per costringere la flotta persiana  nello stretto passaggio tra la costa di Atene e l’isola di Salamina.
Il 23 settembre del 480 i Persiani attaccarono battaglia. Quello di  Salamina fu uno scontro durissimo. La flotta greca sbaragliò quella persiana.                             L’armata  del Gran Re fu costretta a ritirarsi. Serse lasciò in Grecia 300.000 soldati al comando del suo generale Mardonio.L’anno successivo i Persiani furono di nuovo sconfitti: per terra, a Platea, e per mare, a Capo Micale. 

LE GUERRE PERSIANE NEL GIUDIZIO DEI CONTEMPORANEI

 E’ singolare il fatto che furono già i contemporanei a tradurre questo evento storico in epopea e mito. Questo ci fa capire l’importanza grandissima che essi attribuirono alle guerre persiane. Perciò l’interpretazione che ne diedero è importante tanto quanto le vicende stesse. Vediamo, allora, quali sono le fonti principali delle guerre persiane.Erodoto di Alicarnasso scrisse, durante l’età di Pericle, le Storie, la prima opera storiografica della letteratura d’ogni tempo. L’autore cerca nel mito e nelle testimonianze l’origine delle inimicizie tra i Greci e i popoli dell’Asia, parlando poi dello scontro tra le due civiltà. Il suo racconto è bello, avvincente, ricco di particolari.Legato ancora ad una religiosità arcaica, Erodoto pensa che gli dei intervengano direttamente nella storia per punire i malvagi e i superbi. Questo accade ai Re persiani, colpevoli di arroganza e superbia in quanto sovrani assoluti e dispotici. E’ il concetto tipicamente greco della”invidia degli dei”. Dal punto di vista storico, dalla sua opera emergono soprattutto due elementi:
1. i Greci sono cittadini, liberi ; combattono e affrontano consapevolmente la morte in difesa della propria libertà. I Persiani, invece, sono sudditi, schiavi di un Re che ha su di loro potere di vita e di morte e che li costringe a combattere soltanto con la frusta.
 2. Atene è la città cui veramente si deve la vittoria : senza di lei la Grecia sarebbe caduta in mano ai Persiani. Ciò la rende la capitale morale e il simbolo dell’Ellade intera.  Eschilo è uno dei tre grandi autori della tragedia greca del V secolo. Ma lui, che aveva raggiunto tanta fama con la poesia, volle che fosse scritto sulla sua tomba: “Del mio valore sanno/ il bosco di Maratona/ e il Medo dalla folta chioma”.
Questo il fatto più significativo della sua esperienza umana: l’aver combattuto a Maratona …
Nella tragedia “I Persiani”, rappresentata nel 472 a.C., (cioè a soli diciotto anni di distanza da Maratona e otto da Salamina) Eschilo ha saputo esprimere con grande efficacia la brutalità e l’orrore della guerra, raccontandola dal punto di vista del nemico vinto.  Alla corte persiana la regina Atossa , madre del Re Serse, attende l’esito della battaglia di Salamina. La sconfitta persiana è interpretata da Eschilo come la risposta divina all’arroganza di potere. Gli dei ristabiliscono ciò che è giusto, punendo Serse e salvando i Greci ,aggrediti dalla volontà di conquista persiana. Anche Eschilo, come Erodoto, ritiene che questa sia la differenza tra il Greco e il Barbaro: il Greco è libero, il Barbaro è schiavo.Dicono i Persiani dei Greci: “non son servi; nessun mortale segna ad essi la sua legge”. Libertà è darsi le proprie leggi e vivere nello stato come cittadini, non come sudditi; e combattere eroicamente in difesa della propria libertà. 

3 Responses to “Le guerre persiane”

  1. anil sharmaon 06 Apr 2008 at 18:38

    Hell yeah! This post sounds really good. Reading your blog is useful and interesting. Keep it that way.

  2. ben2k7on 09 Apr 2008 at 12:52

    Humph, you’ve changed my mind! Your arguments are convincing indeed. Despite I’m not a person who is easy to be convinced.

  3. seadaemennaon 16 Mag 2008 at 04:50

    Hello my friends :)
    ;)

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